LISETTA CARMI JANKI RANI
LA TERZA VITA
L’INCONTRO CON BABAJI
Lisetta Carmi e il cammino spirituale con Bhole Baba
Credo nel sole anche quando non splende.
Credo nell’amore anche quando non lo sento.
Credo in Dio anche quando tace.
1924. E ora eccola qui tra noi, la nostra Lisetta, che è entrata nel mondo la mattina di lunedì 15 febbraio 1924 alle sei e mezzo.
Tutto bene come sempre.
Una bella giornata di sole.
Mamma nel suo letto riposa e fa mille sogni intorno a questa nuova creatura, che è espressione nuova della sua maternità, è la bimba, la figliola che metterà dolcezza e grazia nella casa, accanto alla forza dei maschi.
La nostra piccina è nata grossa, tonda e robusta, ha grandi occhi azzurri vivacissimi, una piccola bocca ben disegnata, un bel ciuffetto di capelli neri ( dal diario di Maria Pugliese, madre di Lisetta).
Lisetta Carmi descrive l’incontro con Babaji avvenuto il 12 marzo 1976 a Jaipur scrivendo:
Lisetta in Ashram Bhole Baba Cisternino
“ Non è facile parlare di Babaji, la Verità incarnata sulla terra, l’Amore divino che vede ciò di cui ogni anima ha bisogno, la Semplicità che vive di pura essenza.
Babaji Herakhan Baba ha completamente trasformato la mia vita chiamandomi a Sé nel 1976. Si è rivelato a me come uno specchio chiaro in cui potevo vedere il mio sé più vero e profondo, mi ha dato un compito (la creazione e la guida del Suo ashram a Cisternino) che dà significato a ogni attimo della mia vita sulla terra ……………… Babaji arrivò in macchina. Lo vidi scendere e camminare come se non toccasse terra ……..mi avvicinai e gli dissi “Babaji, sono Lisetta”. E Lui:
“Your name is Janki Rani. You sit here”. Fece prendere una sedia e mi fece sedere vicino a Lui.
Ero in estasi ……..Ogni Suo gesto aveva un significato particolare, il Suo sorriso, il Suo sguardo arrivavano direttamente al cuore”.
Il 15 marzo 1976, tre giorni dopo il suo arrivo a Jaipur, assiste alla famosa “profezia sulla Mahakranti” e su questa scrive: “quando Babaji parlava di catastrofi, io sentivo la parola “liberazione”, come se Dio ci offrisse l’opportunità di togliere tutto il negativo e far trionfare l’amore, la fratellanza e l’armonia in un mondo nuovo, nell’Era dell’Acquario.
E oggi più che mai sento che tutto ciò che Babaji ha detto è vero, che dobbiamo essere pronti a una trasformazione totale che coinvolgerà tutta la terra: che il nostro compito principale è quello di purificarci, di essere uniti col Divino, di essere “umani”, come Babaji ci ha sempre detto di essere.
Dio è sceso sulla terra per 14 anni per indicarci la strada da seguire, per trasformare i nostri cuori e le nostre menti. Ci ha detto che vuole un mondo in cui il leone e la capra bevano alla stessa fonte. Ed è questo il mondo che sorgerà dal cataclisma cosmico, è questo il sogno divino che ognuno di noi che ha vissuto con Babaji mantiene vivo nel profondo del suo cuore”.
Nell’agosto del 1977 Lisetta si reca per la prima volta a Herakhan e passa molto tempo con Babaji, un giorno la prende sottobraccio e le dice “Janki, you have a simple nature. I like your nature”.
Queste sue parole, diceva a chi l’ha incontrata negli anni successivi, l’hanno aiutata nel difficile compito affidatole da Babaji di costruire un ashram in Italia.
Nel gennaio del 1979 torna a Herakhan e Babaji le dedica la cerimonia più preziosa, il mundan: le taglia i capelli cortissimi poi la manda al fiume perché la sua testa sia completamente rasata (…….). Tornata da Lui, con un pennello e il colore oro le dipinge una grande svastica sulla testa, dalla fronte alla nuca, da un orecchio all’altro, e le dice:
“Da oggi l’energia ti arriverà dal cielo”.
Prima di ripartire per l’Italia le regalò due bastoni: uno liscio, dorato, da mettere nel tempio, l’altro nodoso, grosso, con tante puntine aguzze per curare le persone, come le disse Babaji porgendole i due bastoni.
E al suo ritorno in Italia, sostenuta da fede, amore, forza e semplicità, realizza la costruzione dell’ashram, il primo ashram di Babaji in Occidente, a Cisternino tra gli alberi sacri di Puglia: ulivi, querce, mandorli e carrubi.
Quando nell’ottobre del 1983, pochi mesi prima che Babaji lasciasse il corpo, Lisetta tornò a Herakhan, Babaji le disse:
“Cisternino è un luogo per la trasformazione delle persone e per la purificazione della loro mente, per la meditazione e per il karma yoga: null’altro”.
Dell’ Ashram di Babaji a Cisternino, Lisetta scrive:
“Babaji ci ha dato un insegnamento altissimo e pratico insieme: disciplina spirituale (sadhana), preghiera e karma yoga (il lavoro offerto a Dio senza pensare al risultato personale), questo cerchiamo di realizzare nel Suo ashram di Cisternino.
Cerchiamo di spiritualizzare ogni atto della vita quotidiana, con la coscienza che non esistono lavori alti e lavori bassi, guidati da un insegnamento che Babaji ripeteva spesso:
“ Io non sono venuto a portare una nuova religione, desidero che viviate nell’amore, nella verità e nella giustizia. Ognuno preghi il Dio della sua religione.
Dio è UNO”. infatti l’ashram Bhole Baba di Cisternino è un centro spirituale e non un centro religioso”.
Grazie Lisetta per il meraviglioso dono che hai lasciato a tutti noi dimostrando fede nei valori universali ed eterni del Sanatan Dharma
